Sua maestà il Cocomero, per qualcuno è anche un viagra naturale

| 2 luglio 2013 | 0 Commenti

Cocomero cuoreEstivo, allegro, perfino buffo nelle sue dimensioni esagerate e nei suoi colori a contrasto, l’anguria o cocomero (Citrullus lanatus) è invece un serissimo aiuto per la salute. Appartiene alle Cucurbitaceae come il melone e il cetriolo e come i suoi “fratelli” è ricchissimo d’acqua, ma non è solo la sua innegabile capacità di dissetare (con sole 30 kcal per 100 g) a renderlo interessante.

Il suo bel colore rosso, per esempio, è dovuto alla presenza di carotenoidi, che combattono i temuti radicali liberi. E fra questi spicca il licopene, lo stesso che ritroviamo nel pomodoro ma che nel cocomero è presente addirittura in concentrazione doppia. Perché è così importante? Non è solo un potente antiossidante, ma anche un alleato nella prevenzione di vari tipi di tumore: gli studi incoraggianti si concentrano principalmente sull’alimentazione ricca di licopene correlata a una diminuzione di cancro alla prostata e al seno e anche a polmoni, endometrio, intestino.

E non è tutto: la citrullina contenuta in questo frutto ha due importanti effetti. Da una parte aiuta a proteggere il sistema cardiovascolare e quello immunitario. Dall’altra agisce come vasodilatatore, ma prima di considerarlo un Viagra naturale c’è da aggiungere che servirebbero molte fette di cocomero!
Torniamo agli effetti più conosciuti del cocomero: quello dissetante, dovuto sì, come già accennato, alla grande quantità di acqua, ma anche alla presenza di vitamine e sali minerali che ne fanno un ottimo pronto soccorso nei momenti di caldo sfiancante. Contiene, in particolare, vitamine A, B1, B6, C, magnesio e potassio. Un mix perfetto per un frutto che, oltre a dissetare, aiuta anche a depurare l’organismo (senza però disperdere i sali) e a combattere la cellulite.

Per finire, è tollerato da chi soffre di colon irritabile e – anche se non deve essere mangiato in abbondanza dai diabetici – migliora la sensibilità dell’insulina: un piacevole e utilissimo frutto, insomma, e forse non sbagliavano gli antichi Egizi a venerarlo tanto da metterlo nelle tombe dei faraoni.

fonte: growtheplanet.com

anguria1

Categoria: news

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