Suicidi in Italia a causa della crisi: e’ allarme

| 27 aprile 2012 | 0 Commenti

Il Secondo Rapporto dell’Eures tratta un tema di estrema attualità: “Il suicidio in Italia al tempo della crisi”. Dall’analisi emerge che è soprattutto legato alla mancanza di lavoro o di qualche prospettiva economica il dilagare di suicidi in Italia. Il fenomeno, però, pare sia da ricondurre soprattutto alla figura maschile. Secondo i dati Eures, nel 2010 sono stati 362 i suicidi dei disoccupati, superando i 357 del 2009, già più numerosi dei 270 accertati in media nel triennio precedente.

Come si apprende dalle cronache di queste ultime settimane, a sentirsi schiacciati dall’austerità della crisi economica sono anche gli artigiani e i commercianti. E secondo l’Eures, nel 2010 336 tra questi hanno deciso di farla finita (contro i 343 del 2009). Lo studio rintraccia un rischio suicidario molto alto in questo ambito. Nel 2010 si sono contate 192 vittime tra i lavoratori in proprio (artigiani e commercianti) e 144 tra gli imprenditori e i liberi professionisti (151 nel 2009), nel 90% dei casi uomini.

Il numero dei suicidi a causa della disoccupazione tra il 2008 e il 2010 è del 39,2% sul totale, salendo al 44,7% tra quanti hanno perso il lavoro. Se si tiene conto della sola componente maschile, l’aumento dei suicidi dei senza lavoro appare ancora più preoccupante (da 213 casi nel 2008 a 303 nel 2009, a 310 nel 2010), salendo del +45,5% tra il 2008 e il 2010.

La disoccupazione, informa l’Eures, è anche la causa dei suicidi nelle fasce di età tra 45 e i 54 anni, aumentati del 13,3% rispetto al 2009, e in quella 55-64 anni (+10,5%); con una crescita complessiva dell’8,1%.

Fonte: Tecnici.it

Categoria: news

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