Strategia energetica nazionale: ‘colpo di mano della politica fossile’, per gli ambientalisti

| 12 marzo 2013 | 0 Commenti

Wwf, Legambiente e Greenpeace contro il Dl approvato ‘in extremis’ dal Governo, che definisce la strategia di programmazione energetica del Paese

fossileIl Consiglio dei Ministri, nella seduta dello scorso 8 marzo 2013, ha approvato il Decreto interministeriale sulla Sen, Strategia energetica nazionale, lo strumento di indirizzo e programmazione della politica energetica nazionale. L’annuncio è stato dato dal Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, firmatario insieme al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera. Secondo quanto riporta l’Ansa, Clini ha spiegato che “la Sen è stata sottoposta ad una consultazione pubblica sulla base della quale le amministrazioni competenti hanno riesaminato il documento, che abbiamo chiuso e finalizzato, per trasparenza”. Il decreto, ha continuato Clini, “accompagna un documento di programmazione che chiaramente il prossimo Parlamento potrà prendere per dargli indirizzi diversi, potrà modificarlo”.

L’approvazione ‘in extremis’ del Decreto ha suscitato reazioni contrastanti nel mondo politico e istituzionale. Il gruppo di associazioni ambientaliste composte da Wwf, Legambiente e Greenpeace ha duramente contestato l’approvazione ‘in extremis’ del Decreto, definendolo “un atto illegittimo, adottato da un governo in carica solo per gli affari correnti, su una materia di programmazione strategica che tutto rappresenta fuorché ‘ordinaria amministrazione’”.

Secondo le associazioni infatti “la Sen, infatti, è un documento che definisce lo sviluppo energetico dell’Italia da qui al 2020: un periodo troppo limitato per una strategia, ma sufficiente per ipotecare il futuro del Paese con il delineato impulso alla trasformazione in hub del gas e il via alle trivellazioni selvagge”.

Le associazioni accusano il Governo di aver approvato il decreto in virtù di una ‘sostanza politica’, a un passo per giunta dall’insediamento di un nuovo Parlamento, mettendo inoltre in luce il fatto che il testo che il ministro dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico sia “un mistero, dal momento che dopo un processo di consultazione su una prima bozza – processo al quale hanno partecipato anche le associazioni ambientaliste, rilevando numerose debolezze di quel testo – nessuno ha potuto leggere la versione definitiva che sarebbe ora stata approvata”.

“Greenpeace, Legambiente e Wwf” concludono le associazioni “si riservano di impugnare gli atti di approvazione della Sen presso i fori competenti, per contrastare con ogni strumento un piano che – qualora non vi fossero sostanziali revisioni rispetto a quanto sin qui promosso dal governo Monti – non garantirebbe al Paese alcuno sviluppo e che costituirebbe, invece, un atto di grave miopia, profondamente in conflitto con ogni istanza di sviluppo sostenibile”.

Definita dall’art. 7 del Dl 112/2008 (A.C. 1386), la Sen avrebbe dovuto “indicare le priorità per il breve ed il lungo periodo per conseguire, anche attraverso meccanismi di mercato, gli obiettivi della diversificazione delle fonti di energia e delle aree di approvvigionamento, del potenziamento della dotazione infrastrutturale, della promozione delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, della realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare, del potenziamento della ricerca nel settore energetico e della sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell’energia”. Tra le varie fonti indicate dalla nuova Sen, era inizialmente previsto anche l’approvvigionamento nucleare. Questo passaggio, spiega il Governo, ha fatto scattare una riformulazione che, tramite il Dl 34/2011 (A.C. 4307), eliminava il riferimento al nucleare, ulteriormente epurato ai sensi del referendum popolare abrogativo del 12 e 13 giugno 2011.

Categoria: news

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