Slittano i termini per il 730, pesano le novità su Imu e cedolare secca

| 2 maggio 2012 | 0 Commenti

Si allungano i tempi per le dichiarazioni dei redditi, su cui pesano le novità introdotte con la comparsa dell’Imu. Dopo gli ultimi sviluppi normativi, che concedono ai proprietari di prima casa di scegliere se pagare l’imposta in due o tre rate, i contribuenti restano in attesa che i Comuni definiscano le aliquote e che siano stabilite tutte le modalità operative.

I nuovi termini per le dichiarazioni
L’Agenzia delle Entrate ha comunicato con una nota che in base a un dpcm approvato giovedì scorso, chi presenta il modello 730 ha tempo fino al 16 maggio se lo consegna al proprio datore di lavoro o ente pensionistico che funge da sostituto d’imposta, oppure fino al 20 giugno se lo presenta a un Caf o a un professionista abilitato.

Di conseguenza slittano anche i termini degli adempimenti che sostituti di imposta e Caf devono portare a termine dopo la presentazione dei dati da parte dei contribuenti. Entro il 15 giugno i sostituti d’imposta devono consegnare al contribuente la copia della dichiarazione elaborata. I Caf o i professionisti abilitati devono invece provvedere entro il 2 luglio. Per comunicare il risultato finale delle dichiarazioni ed effettuare la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni presentate, i Caf e i professionisti abilitati hanno tempo fino al 12 luglio.

Imu, i dubbi in fase di partenza
Si può ipotizzare che uno dei motivi che ha determinato lo slittamento dei termini sia l’avvio della nuova Imu, l’imposta che sostituirà l’Ici e che si applicherà anche alla prima casa. In fase di dichiarazione dei redditi, utilizzando il quadro I del modello 730, si dovranno infatti fornire gli estremi per il pagamento dell’imposta, che può essere rateizzata a scelta del contribuente.

La definizione della materia a livello nazionale, che da subito ha destato dubbi e richieste di modifica, è stata completata da poco, con l’approvazione definitiva del Decreto fiscale. Questo non chiarisce però del tutto il panorama sull’applicazione dell’imposta, che deve ancora passare attraverso l’approvazione delle aliquote a livello comunale e potrà subire ulteriori cambiamenti a fine anno, quando il Governo, sulla base dei dati di gettito ottenuto, potrà introdurre altre novità con un dpcm da varare entro il 10 dicembre.

Secondo le regole al momento vigenti, l’Imu sulla prima casa potrà essere pagata in due o tre rate a scelta del contribuente. Nel caso in cui si opti per le due rate, la prima, da pagare entro il 18 giugno, sarà pari al 50% dell’imposta e verrà calcolata secondo l’aliquota base al 4 per mille, tenendo conto delle detrazioni eventualmente previste, ad esempio in presenza di figli a carico.
Se invece il contribuente sceglie il pagamento in tre rate, dovrà corrispondere il 33% dell’imposta entro il 18 giugno e una seconda tranche di pari importo entro il 17 settembre.
In entrambi i casi è previsto un conguaglio a dicembre, su cui si scaricheranno gli eventuali aumenti delle aliquote deliberati dai Comuni.
Come stabilito da un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, i versamenti devono essere corrisposti con modello F24.

La possibilità di suddividere l’imposta in tre rate non è invece contemplata per le seconde case.

Sono esenti dall’imposta i fabbricati rurali nei territori montani, mentre  è ridotta del 50% la base imponibile degli immobili di interesse storico artistico e per quelli dichiarati inagibili o inabitabili e inutilizzati.

Tra le altre novità che possono aver motivato la proroga dei termini per le dichiarazioni c’è anche l’indicazione delle locazioni di immobili a uso abitativo, che, invece dell’Irpef progressiva in funzione delle classi di reddito, sono soggette alla cedolare secca. I dati dovranno essere indicati nel quadro B del modello.

Categoria: news

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