Riforma catasto: il valore degli immobili si baserà su superficie, qualità edilizia e localizzazione

| 22 marzo 2012 | 0 Commenti

Pronto il disegno di legge che delega il Governo alla revisione del sistema fiscale con nuovi metodi per la determinazione delle rendite

Più vicina la riforma del Catasto, con  nuovi criteri come superficie, localizzazione e caratteristiche edilizie per la determinazione del valore degli immobili. È stato presentato al pre Consiglio dei ministri di ieri il testo del disegno di leggeche delega il Governo alla ridefinizione del sistema fiscale, tra i cui ambiti d’azione spicca la revisione del Catasto fabbricati.

Come annunciato dal Governo, per la necessità di perequazione e trasparenza delle informazioni nel settore immobiliare, l’Esecutivo, in collaborazione con i Comuni, è delegato a ripensare il sistema Catasto secondo nuovi principi.

In base alla nuova norma, a ogni immobile saranno attribuiti una rendita e un valore patrimoniale basandosi sui valori medi ordinari, espressi dal mercato in un arco temporale di tre anni, e sugli ambiti territoriali del mercato immobiliare.

Per determinare il valore patrimoniale, nelle unità a destinazione ordinaria il processo estimativo deve tenere in considerazione il valore di mercato, la localizzazione e le caratteristiche edilizie. Diversamente da quanto avvenuto finora, come unità di consistenza è utilizzato il metro quadro.
Per gli immobili a destinazione speciale, nel caso in cui non si possa fare riferimento ai valori di mercato, si utilizza il criterio del costo per gli edifici strumentali e quello reddituale se l’aspetto prevalente è costituito dalla redditualità.

Criteri simili saranno utilizzati per la determinazione della rendita media ordinaria. In particolare, si prevede il ricorso a funzioni statistiche che esprimano la relazione tra redditi da locazione medi, localizzazione e caratteristiche edilizie dell’immobile. Nel caso in cui non esista un consolidato mercato delle locazioni, ci si potrà riferire ai saggi di redditività desumibili dal mercato in un arco temporale triennale.

Per evitare un aggravio del carico fiscale, dovuto alla revisione delle rendite catastali, è inoltre prevista la contestuale riduzione delle aliquote.

Come spiegato nella relazione illustrativa, per la determinazione dell’Imu la Manovra Salva Italia ha elevato in modo indifferenziato le rendite catastali. L’operazione ha consentito di allineare in poco tempo i valori catastali a quelli di mercato, provocando però un aumento delle sperequazioni dovute al mancato aggiornamento. La riforma, invece, mira a mantenere invariato il carico tributario e a ripartirlo in modo diverso.

Categoria: news

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