Regione Campania, abrogati i limiti per l’eolico

| 5 marzo 2012 | 0 Commenti

Da specifiche normative regionali emanate in ambito finanziario, introdotte in Regione Campania, a partire dal 29 febbraio 2012 vengono definitivamente annullate le disposizioni in materia di impianti eolici, inserite con la precedente Legge regionale n. 11/2011. E’ doveroso ricordare che la precedente Legge regionale all’articolo 1, comma 2, prevedva che l’installazione di un aerogeneratore potesse essere autorizzata “esclusivamente nel rispetto di una distanza pari o superiore a 800 metri dall’aerogeneratore più vicino preesistente o già autorizzato“.

La  Regione Campania in tal modo per mezzo di tale normazione – assai complessa da rispettare da parte degli addetti ai lavori – aveva in sostanza introdotto un concreto blocco allo sviluppo dell’eolico nel proprio territorio. A sostenere tale osservazione, con un propria nota è stata anche la stessa ANEV (Associazione Nazionale Energia dal Vento) la quale aveva rilevato come in Regione Campania per mezzo di tale norma, al 27 febbraio 2012 risultassero esserci ben 163, su un totale di 191, istanze presentate di autorizzazione unica, di impianti eolici, sospese ed in attesa del Decreto di Valutazione di Impatto Ambientale.

Inoltre la stessa Legge Regionale n.11/2011 era in più ad alto rischio di illegittimità, in quanto prevedeva obblighi progettuali ben poco comprensibili da un punto di vista meramente tecnico o ambientale. Senza scordare infine che l’introduzione di tali limiti si era concretizzata in piena mancanza di qualsivoglia specifica regionale in merito alle aree e/o siti non idonei per determinate tipologie di impianti a fonti rinnovabili. La Regione Campania pertanto, era una delle poche Regioni italiane ancora a non aver effettuato modifiche sostanziali in tal senso. Comunque, indipendentemente dalle inadempienze normative manifestatesi, in base alle Linee Guida Nazionali (DM 10 settembre 2010), è bene ricordare che l’individuazione di tali aree e siti non idonei non dovrebbe in alcun modo configurarsi come divieto preliminare, ma piuttosto “come atto di accelerazione e semplificazione dell’iter di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio”, all’interno di un complesso di norme certe per gli operatori del settore.

Fonte: EnergyManager.net

Categoria: news

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