Quinto conto energia. Ecco 5 esempi concreti

| 19 aprile 2012 | 0 Commenti

Come inciderà il Quinto conto energia, in base al testo attualmente all’osservazione dell’Autorità per l’energia e delle Regioni, sulla realizzazione degli impianti fotovoltaici a partire dal secondo semestre del 2012? Ma soprattutto, quanto inciderà sulla realizzazione dei piccoli impianti, sulla sostituzione dell’amianto e su tante altre buone pratiche che i conti energia precedenti erano riusciti, seppur con luci e ombre, a stimolare e a diffondere? Per rispondere a queste domande abbiamo studiato 5 casi concreti che rappresentano esempi di buone pratiche nel campo delle energie rinnovabili diffuse.

Il risultato è che per gli impianti di piccola e piccolissima taglia, per quelli realizzati in sostituzione dell’eternit, per quelli realizzati dai piccoli Comuni, e per altre “buone pratiche” ci saranno penalizzazioni notevoli, drastiche e indiscriminate. Tagli che rappresentano un rischio concreto al diffondersi della generazione distribuita nel nostro Paese e che fanno capire che il vero nemico di chi ha ideato questo Conto energia non è il costo in bolletta delle rinnovabili, bensì un modello di consumo energetico democratico e costruito dal basso.

Premessa importante. Per gli esempi seguenti sono state fatte alcune ovvie semplificazioni rese necessarie per poter comparare due meccanismi di incentivazione sostanzialmente diversi: il Quarto conto energia (DM 5 maggio 2011), basato su un incentivazione di tipo feed in premium e sulla valorizzazione dell’energia prodotta (scambio sul posto o ventita), e il Quinto conto energia (testi dei decreti pubblicati dal MiSE e attualmente all’osservazione dell’AEEG e delle Regioni) che si basa invece su un meccanismo feed in tariff (tariffa onnicomprensiva). Lo studio degli esempi seguenti è basato su:

-  Tariffe incentivanti del Quarto Conto Energia (DM del 5 maggio 2011) relative al secondo semestre 2012;

-  Tariffe incentivanti del Quinto Conto Energia (così come disponibile dal portale del MiSE) relative al primo semestre di entrata in vigore (quindi presumibilmente il secondo semestre del 2012);

-  Valore dell’energia scambiata con la rete elettrica e dell’energia autoconsumata pari a 0,18 €/kWh per gli impianti domestici e per l’impianto a servizio della scuola (esempi 1 e 2) e 0,14 €/kWh per gli impianti a servizio di aziende;

-  Valore dell’energia venduta alla rete elettrica pari a 0,08 €/kWh.

ESEMPIO 1. Impianto da 3 kWp su tetto in regime di SSP
Con il Quarto conto energia l’impianto avrebbe reso 0,432 €/kWh
Con il Quinto conto energia l’impianto renderà 0,237 €/kWh per l’energia immessa in rete (valore della tariffa onnicomprensiva) e 0,335 €/kWh per l’energia autoconsumata (pari alla somma del “premio per l’autoconsumo” e del valore dell’energia autoconsumata).

Quindi la variazione dell’incentivo sarà compresa tra un valore massimo di -45,1% (nel caso del 100% di energia immessa in rete) e -22,5% (nel caso del 100% di autoconsumo). Se consideriamo che una famiglia riesca ad autoconsumare mediamente il 30% dell’energia prodotta con il proprio impianto fotovoltaico, la riduzione dei proventi derivanti dallo stesso sarà del 38,3%. La richiesta della tariffa incentivante avrà inoltre un costo pari a 15 € (5€ a kWp installato).

Valori della riduzione ancora più elevati si avrebbero nel caso di l’impianto fotovoltaico avesse potuto beneficiare dei premi previsti dal Quarto Conto Energia, come mostrano i due sottoesempi seguenti:

- Se ipotizziamo che l’impianto sia realizzato con moduli di produzione europea e che quindi, in base al CE vigente, avrebbe potuto godere del premio del 10% (ai sensi dell’art. 14 del CE, comma 1, lettera d), allora la riduzione salirebbe a un valore compreso tra -48,1 e -26,7%.

- Se ipotizziamo invece che l’impianto sia realizzato su un edificio sul quale siano stati effettuati interventi di efficientamento energetico tali da ridurre il fabbisogno di energia del 60%, in base al CE vigente, l’impianto avrebbe diritto al premio per impianti fotovoltaici abbinati ad un uso efficiente dell’energia (art. 13 del CE), che sarebbe del +30% della tariffa incentivante. Pertanto, la riduzione salirebbe a un valore compreso tra -53,3 e -34,1%.

ESEMPIO 2. Impianto da 20 kWp su tetto in regime di SSP, su tetto di una scuola pubblica di un piccolo comune (premio ai sensi dell’art. 14 del CE, comma 1, lettera b, per i piccoli impianti, realizzati da comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti= +5%).

Con il Quarto conto energia l’impianto avrebbe reso  0,418 €/kWh
Con il Quinto conto energia l’impianto renderà 0,222 €/kWh per l’energia immessa e 0,320 €/kWh per l’energia auto consumata. Da ricordare che l’impianto, in quanto avente una potenza nominale superiore ai 12 kWp, non accederà direttamente alle tariffe incentivanti, ma dovrà iscriversi al Registro degli impianti ammessi alle tariffe incentivanti. Tale iscrizione avrà un costo di 100 € (pari a 5 €/kWp) non rimborsabili nel caso l’impianto non rientri in una posizione della graduatoria tale da garantirgli l’incentivazione.

Quindi la riduzione dell’incentivazione (nel caso l’impianto rientri nella graduatoria) sarà variabile tra -46,9% e -23,4% dipendendo dalla percentuale di autoconsumo effettuato. Ipotizzando un autoconsumo del 50% la riduzione sarà del 35,2%.

ESEMPIO 3. Impianto da 200 kWp realizzato da un’azienda su tetto in regime di SSP con sostituzione amianto (ai sensi dell’art. 14 del CE, comma 1, lettera b) del DM 5 maggio 2011).
Con il Quarto conto energia l’impianto avrebbe reso 0,404 €/kWh
Con il Quinto conto energia l’impianto renderà 0,199 €/kWh per l’energia immessa e 0,297 €/kWh per l’energia auto consumata

Quindi la riduzione sarà variabile tra -50,7% e -26,5% dipendendo dalla percentuale di autoconsumo effettuato. Ipotizzando un autoconsumo del 50% la riduzione sarà del 38,6%. Come per l’esempio precedente, l’impianto dovrà iscriversi al Registro, a un costo di 460 € (pari a 5 €/kWp per i primi 20 kWp e a 2 €/kWp per i successivi kWp di potenza dell’impianto) e sperare di ottenere la tariffa incentivante.

ESEMPIO 4. Impianto da 1 MWp realizzato da un’azienda su tetto in regime di cessione parziale con sostituzione amianto
Con il Quarto conto energia l’impianto avrebbe reso per l’energia auto consumata 0,392 €/kWh e per l’energia venduta 0,332 €/kWh
Con il Quinto conto energia l’impianto renderà, per l’energia auto consumata, 0,259 €/kWh e, per l’energia ceduta, 0,161 €/kWh.

Quindi la riduzione sarà per l’energia ceduta pari a -51,5%, per l’energia auto consumata -33,9%.  Come per gli esempi precedenti, l’impianto dovrà iscriversi al Registro, a un costo di 2.060 € (pari a 5 €/kWp per i primi 20 kWp e a 2 €/kWp per i successivi kWp di potenza dell’impianto) e sperare di ottenere la tariffa incentivante.

ESEMPIO 5. Impianto da 5 MWp a terra in regime di cessione totale realizzato su aree industriali, miniere, cave o discariche esaurite, area di pertinenza di discariche o di siti contaminati ai sensi dell’art. 14, comma 1, lettera a) del DM 5 maggio 2011 e beneficiando, quindi, del premio del 5% sulla tariffa incentivante.
Con il Quarto conto energia l’impianto avrebbe reso 0,227 €/kWh.
Con il Quinto conto energia l’impianto renderà 0,137 €/kWh.

Quindi la riduzione sarà pari a -39,6%. Come per gli esempi precedenti, l’impianto dovrà iscriversi al Registro, a un costo di 10.060 € (pari a 5 €/kWp per i primi 20 kWp e a 2 €/kWp per i successivi kWp di potenza dell’impianto) e sperare di ottenere la tariffa incentivante.

 

Fonte:www.greenreport.it  

Fabio Tognetti [ Centro nazionale per le rinnovabili di Legambiente]

Categoria: news

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