Ministro Passera. Energy mix e reti: ecco la strategia del governo

| 13 marzo 2012 | 0 Commenti

L’obbiettivo principale deve essere il risparmio energetico; l´estrazione di idrocarburi dal suolo nazionale e il rilancio delle infrastrutture del gas nel breve periodo; rinnovabili e risparmio energico per il medio e lungo termine.

Così il ministro Passera, intervenuto a margine della conferenza di presentazione del rapporto “il Governo dell’energia per lo sviluppo del paese” dell’associazione ‘Italiadecide’ (che ha come mission la promozione di soluzioni possibili per il nostro paese ed è presieduta da Luciano Violante), ha delineato le future politiche energetiche del governo Monti.

Sull’efficienza energetica Passera annuncia una strategia volta ad ottenere una leadership industriale: “Bisogna andare oltre le detrazioni del 55%, che sono comunque un punto di partenza, ma è necessario un programma nazionale ampio e articolato”.

Mentre sulle fonti rinnovabili, secondo il ministro è necessaria una revisione del modello di sviluppo: “gli incentivi sono molto generosi e hanno un costo molto elevato per il paese, ma in termini di filiera non hanno ritorni adeguati, perché il 50% degli investimenti nel solare sono spesi per acquistare impianti di produzione estera”. Il governo emanerà dunque tre decreti, a breve, per ridefinire questo modello.

Sul fronte degli idrocarburi, invece, il ministro vuole rilanciare la produzione nazionale: “non tutti sanno – afferma – che il nostro paese ha ingenti riserve di gas e petrolio” che sarebbero disponibili in tempi brevi e potrebbero soddisfare il 20% del bisogno interno (contro il 10% attuale), “muoversi decisamente in questa direzione potrebbe consentire di attivare 15 miliardi di euro di investimenti e 25mila posti di lavoro, ridurre la nostra bolletta energetica e aumentare il pil di quasi mezzo punto percentuale”.

Per le infrastrutture, invece, si parla di tre nuovi rigassificatori: uno a Livorno, che è quasi ultimato, uno a Porto Empedocle, in fase di avvio dei lavori e altri due appena autorizzati, a Gioia Tauro e Falconara. Inoltre si torna a parlare di hub del gas per il sud Europa: “è una grande opportunità, per trasformare lo stivale nel principale di ingresso del gas dal sud, verso tutta l’Europa”.

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