L’emission trading Europeo

| 4 marzo 2013 | 0 Commenti

615La direttiva sull’emissions trading è stata introdotta per recepire il Protocollo di Kyoto e ripartire la responsabilità della riduzione delle emissioni fra i settori industriali maggiormente inquinanti. Il sistema europeo è il primo meccanismo multinazionale per lo scambio di quote di emissione a entrare in funzione ed è considerato il precursore dell’analogo sistema internazionale previsto dal Protocollo di Kyoto. Scopo della Direttiva è quello di “…contribuire a un più efficace adempimento degli impegni da parte della Comunità europea e dei suoi Stati membri mediante un efficiente mercato europeo delle quote di emissione dei gas a effetto serra, con la minor riduzione possibile dello sviluppo economico e dell’occupazione”.
Entrata in vigore nei singoli stati membri il 01/01/2005, la direttiva 2003/87/CE sull’ Emission Trading istituisce un sistema di scambio di quote di emissioni di gas ad effetto serra all’interno dell’Unione Europea. Sinteticamente, il sistema prevede la fissazione di un limite massimo, attraverso un Piano Nazionale di Allocazione, nel quale viene assegnato un certo numero di quote di emissioni a ciascun impianto che rientri nelle categorie previste dalla direttiva.
Le aziende che saranno capaci di ridurre le emissioni inquinanti al di sotto di tale limite, potranno vendere titoli; quelle in debito, dovranno acquistarne. Da qui la nascita del mercato, il Carbon Market. Nei primi due periodi, 2005-2007 e 2008-2012, l’Emissions Trading Europeo ha coinvolto più di 11.000 impianti industriali, corrispondenti a circa il 40% delle emissioni europee. Sono in fase di implementazione schemi simili in Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Stati Uniti, Giappone e Cina.

Categoria: news

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