La pacciamatura dell’orto sinergico

| 10 aprile 2013 | 0 Commenti

pacciamaturasinergicaDopo aver preparato i bancali  e posato l’impianto d’irrigazione, è il momento di provvedere alla pacciamatura, ricordando che tra queste fasi non deve passare troppo tempo: se il bancale è pronto ma non lo è ancora l’impianto a goccia, non esitate a pacciamare, garantendo così intanto protezione al terreno.

Questa copertura organica, infatti, svolge varie funzioni:

  • Mantiene l’umidità del terreno.
  • Contrasta la crescita delle infestanti.
  • Inibisce eccessivi sbalzi di temperatura del terreno.
  • Protegge dalle azioni sfavorevoli degli agenti atmosferici: il dilavamento o il compattamento causati dalla pioggia, l’erosione del vento e l’evaporazione dovuta a eccessivo irraggiamento solare.
  • Favorisce la proliferazione di lombrichi, fondamentali alleati dell’orto per la loro azione meccanica (areazione del terreno) e chimica (trasformazione dei composti del terreno).

Vanno pacciamati anche i passaggi, per esempio con segatura (da legno non trattato e non contenente colle), sempre con lo scopo di tenere sotto controllo le erbe spontanee e mantenere l’umidità del suolo: la segatura decomposta potrà poi essere utilizzata come pacciamatura per i bancali. Si possono utilizzare anche dei cartoni che, in caso di piogge battenti, evitano la formazione di fango e pozzanghere.

Ricordate, comunque, che più piante e ortaggi coltiverete sul bancale, più si ridurrà il bisogno di pacciamatura.

I materiali utilizzabili per la pacciamatura devono essere biodegradabili, possibilmente di facile reperibilità nella zona in cui viene creato l’orto e a basso costo.
La paglia, solitamente, possiede tutte queste caratteristiche: inoltre, decomponendosi, apporta nutrienti al terreno e crea un ambiente idoneo alla proliferazione dei microorganismi benefici.
Prima di posarla sul bancale, se è pressata in balle, va areata.
Lo strato sarà più leggero in primavera, e andrà un pò aperto, qualche giorno prima, nei punti in cui si vogliono effettuare i trapianti, in modo da permettere al terreno di scaldarsi.
In estate bisognerà invece aumentarne lo spessore, per garantire al meglio alcune delle funzioni sopra descritte.
In autunno i resti delle piante lasciate sul suolo del bancale aumenteranno naturalmente lo strato di pacciamatura, che dovrà essere nuovamente più consistente in inverno, come difesa soprattutto dal gelo.

Oltre alla paglia si possono usare sfalci di potature, erba (non fresca, altrimenti si compatta e non lascia passare l’aria, creando marcescenze e sviluppo di patogeni) mescolata a foglie di vario tipo, piume, lana di pecora, canne, residui di sottobosco.
Il materiale va triturato e posato sopra i bancali; lo si può inizialmente bagnare per farlo aderire meglio al terreno.
Di anno in anno, decomponendosi, i vari materiali utilizzati si integreranno al suolo e la pacciamatura andrà ‘rimpolpata’.
Il bancale è quasi pronto, manca solo il sistema di archi tutori e, ovviamente, le piantine opportunamente consociate.

Fonte: growtheplanet.com

Categoria: news

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