In arrivo il Quinto Conto Energia. Si riducono i sussidi a 500 mln anno

| 26 marzo 2012 | 0 Commenti

Il quinto Conto energia per il fotovoltaico non è più soltanto una voce o un’ipotesi quanto, piuttosto, un provvedimento sempre più vicino. Una conferma arriva dalle recenti dichiarazioni del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che ha ricordato che essendo ormai vicino il superamento del tetto dei 6 miliardi di euro l’anno per gli incentivi, i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico si sono messi all’opera per effettuare una revisione del meccanismo incentivante.

Stiamo lavorando – ha precisato Clini – all’ipotesi di un quinto Conto energia per ridurre i costi“. Secondo quanto anticipato dal quotidiano ItaliaOggi, i due ministeri hanno già redatto una vera e propria bozza del nuovo meccanismo, la quale stabilisce che una volta raggiunto il tetto dei 6 miliardi di costo indicativo cumulato annuo (secondo i tecnici ministeriali il 30 giugno 2012), entrerà in vigore il quinto Conto energia. Il taglio degli incentivi riportato dal testo provvisorio sarebbe a dir poco drastico: il tetto massimo di spesa sarebbe fissato ad appena 500 milioni di euro l’anno nel periodo compreso tra il primo luglio 2012 e il 31 dicembre 2014. Altra clamorosa novità sarebbe l’istituzione di un Registro, simile a quello oggi in vigore per gli impianti su tetto sopra il MW di potenza e quelli a terra oltre i 200 kW, per tutte le installazioni con potenza oltre i 3 kW. Secondo quanto si legge nella bozza ministeriale, l’addio al quarto Conto energia (varato a maggio 2011 e che sarebbe dovuto terminare nel 2016) si rende necessario perché l’approccio non ottimale al finanziamento delle rinnovabili “si è tradotto in un costo molto elevato per il Paese, in quanto l’onere annuo per l’incentivazione dell’energia rinnovabile, maturato a fine febbraio 2011, ha raggiunto il valore di circa nove miliardi di euro l’anno, di cui quasi sei per il fotovoltaico. Considerato che il costo cumulato complessivo è di oltre 150 miliardi di euro, data la durata degli incentivi di 15-20 anni, il sistema di incentivazione comporta un aggravio di 90 euro l’anno per la famiglia media che, per il sostegno alle rinnovabili, nel 2012 dovrà pagare 120 euro, contro i 30 euro del 2009“.

Contro le troppe indiscrezioni sul nuovo Conto energia è intervenuto Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato Ifi-Industrie fotovoltaiche Italiane.”Le nostre imprese hanno bisogno di certezza: per programmare i propri investimenti, per tarare i cicli produttivi, per attivare l’accesso al credito. Si prendano posizioni chiare e definitive e soprattutto si favorisca la salvaguardia e lo sviluppo della filiera industriale nazionale“.”Il settore del fotovoltaico – prosegue Cremonesi – è ormai visto dall’opinione pubblica solo in accostamento al caro bolletta. Nei giorni scorsi sono stati diffusi dati di autorevoli Istituti di Ricerca, quali Ref-e e Cresme, che evidenziano in modo inequivocabile come l’energia prodotta da fonte fotovoltaica e rinnovabile in genere, rappresenti, a conti fatti, un significativo risparmio al costo complessivo dell’energia elettrica, oltre a produrre investimenti, crescita e posti di lavoro per tutto il sistema Paese“. L’Ifi richiede perciò al Governo l’istituzione di un tavolo tecnico che preveda, nella rivisitazione del sistema incentivante per il fotovoltaico, strumenti a favore della crescita e dello sviluppo dell’industria italiana ed europea e che tendano a rafforzare garanzie e controlli per maggiore tutela di coloro che decidano di realizzare impianti fotovoltaici e per la salvaguardia dell’ambiente (certificazioni e regole di riciclo).

Categoria: news

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