Il Piano d’azione per l’efficienza energetica 2011

| 20 dicembre 2012 | 0 Commenti

Le novità del PAEE 2011. Dall’approccio strategico alle misure.

paepp2La predisposizione e l’aggiornamento periodico del Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica costituiscono un obbligo derivante dal recepimento della Direttiva 2006/32/EC (ESD) che stabilisce, tra l’altro, l’obiettivo indicativo nazionale di risparmio energetico negli usi finali – da conseguire al 2016, nono anno di applicazione della Direttiva, (9,0%) e richiede a ciascuno Stato membro di stabilire un obiettivo nazionale intermedio di risparmio energetico al 2010. Momenti di aggiornamento del Piano sono il 2011 e il 2014.

Dal momento dell’emanazione della Direttiva e del suo recepimento in Italia, la questione energetica e la lotta alle emissioni climalteranti hanno avuto un ruolo via via più importante e di recente la Commissione Europea, con il Piano d’azione europeo per l’efficienza energetica, ha rimarcato il ruolo che l’efficienza energetica ha come strumento imprescindibile di riduzione dei consumi, in particolare per il conseguimento dell’obiettivo di riduzione del 20% dei consumi di energia primaria rispetto al tendenziale entro il 2020 e di avvio concreto verso un economia efficiente delle risorse.

Coerentemente, il nuovo Piano pone le basi per una pianificazione strategica delle misure, della valutazione quali-quantitativa dei loro effetti, e di reporting per tutti i risparmi energetici, non solo cioè nei settori di uso finale. Ciò, oltre ad introdurre la buona pratica della valutazione delle politiche, coinvolgendo diversi attori pubblici e la politica complessiva, assicura una buona programmazione ed attuazione di un coerente set di misure mirate a concretizzare il potenziale di risparmio energetico tecnicamente ed economicamente conseguibile in tutti i settori dell’economia nazionale all’orizzonte 2020. Inoltre, contribuisce al perseguimento degli obiettivi strategici della politica energetica nazionale (sicurezza degli approvvigionamenti, riduzione dei costi dell’energia per le imprese e i cittadini, promozione di filiere tecnologiche innovative e tutela ambientale, anche in relazione alla riduzione delle emissioni climalteranti).

Parlando di politiche complessive si segnala a titolo di esempio il Programma Operativo Interregionale “Energie rinnovabili e risparmio energetico” 2007-2013 (POI Energia) destinato alle Regioni Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) che integra il sistema di incentivi messo a disposizione dalla politica ordinaria, valorizzando i collegamenti tra produzione di energie rinnovabili, efficientamento e tessuto sociale ed economico locale. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) ha pubblicato ad oggi tre avvisi pubblici, gli interventi proposti, nelle tipologie specifiche previste per ogni avviso, sono realizzati su immobili esistenti di proprietà pubblica localizzati nelle Regioni Convergenza o concessi agli stessi in comodato d’uso.

Le valutazioni ex ante degli impatti del Piano 2011 su energia primaria ed emissioni di CO2 sono state effettuate guardando al 2020, mantenendo invariate le ipotesi e le assunzioni alla base delle misure previste per il 2016 (ad es. penetrazione e tassi di sostituzione di apparecchiature più performanti, efficientamento degli impianti, applicazioni dei regolamenti…) e ottenendo una stima di riduzione in termini di energia primaria di oltre 12 Mtep.

Per quanto riguarda la valutazione ex post, sono illustrati i risparmi energetici in termini di energia finale conseguiti al 31/12/2010, risparmi complessivi risultati pari a 47.711 GWh/a e che quindi hanno ampiamente superato l’obiettivo intermedio (35.658 GWh/a) indicato nel PAEE 2007. La valutazione ha consentito altresì di individuare le misure meno efficaci e di sostituirle con nuove misure nel Piano 2011.

In particolare, per quanto riguarda il settore residenziale, la sostituzione dei vetri semplici con quelli doppi e la sostituzione degli scaldacqua elettrici hanno avuto un ottimo riscontro, mentre la coibentazione delle superfici opache degli edifici residenziali ha raggiunto risultati inferiori alle attese, probabilmente a causa dei costi più elevati che caratterizzano questa tipologia di opere. Saranno pertanto studiate e messe in atto nuove forme di incentivazione per stimolare gli interventi sull’involucro opaco, parte del sistema edificio-impianto che presenta il più alto potenziale di risparmio energetico. Nel PAEE2011 l’intervento di coibentazione di pareti opache è stato sostituito con le prescrizioni del D. Lgs. 192/2005.

Nel settore terziario è stata introdotta la misura relativa al recepimento della direttiva 2002/91/CE e attuazione del D.Lgs. 192/2005.

Nel settore industria si è, invece, riscontrato un risultato negativo della misura relativa alla compressione meccanica del vapore e si è pertanto deciso di dare maggiore spazio, nell’ambito del meccanismo dei Certificati Bianchi, ad interventi per il recupero termico nei processi produttivi.

Infine nel settore dei trasporti la principale novità ha riguardato l’algoritmo di valutazione dei risparmi energetici potenziali, anche in considerazione dei dati di monitoraggio e di nuove normative che sono entrate in vigore dal 2007 in poi. Tale variazione ha determinato la necessità di rivedere l’insieme delle misure da attuare e ha reso necessario l’introduzione di altre misure, come riportato nella tabella seguente.

Una novità di grande rilievo del PAEE 2011, rispetto al Piano precedente, è costituita dall’indicazione delle misure che si prevede di attivare per soddisfare il requisito previsto dalla Direttiva 2006/32/EC con riferimento al ruolo esemplare del Settore Pubblico.

in particolare le misure considerate, includono:

  • l’istituzione di un Osservatorio che avrà come obiettivo la costruzione di un quadro di riferimento sullo stato di implementazione a livello territoriale dei programmi di efficienza energetica e sulla loro efficacia, di supporto al processo di definizione delle politiche e di individuazione delle misure attuative, in un ottica di sistema e di condivisione tra istituzioni e stakeholders, sia di livello pubblico che privato. Aver inserito la conoscenza e la rendicontazione delle politiche locali in tema di risparmio ed efficienza energetica risponde a criteri di completezza, e alla valorizzazione delle stesse ai fini del raggiungimento degli obblighi che il Paese ha in ambito comunitario;
  • la valorizzazione dei risultati nazionali dell’iniziativa europea “Patto dei Sindaci”, che hanno portato all’approvazione di circa 30 PAES (Piani D’Azione per l’Energia Sostenibile) approvati dai Comuni italiani. Analizzandoli si scopre ad esempio che i margini di risparmio energetico nell’ambito della sola illuminazione pubblica sono dell’ordine del 35%; del 10% quelli relativi al riscaldamento, duplicabili con interventi specifici di efficientamento;
  • la valutazione degli effetti derivanti dall’adozione nel 2008 del “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione (Piano d’azione nazionale sul “green public procurement – PAN GPP)”, approvato con Decreto interministeriale n. 135 del 11 aprile 2008 (GU n.107 del 8 maggio 2008). Il Piano fornisce indicazioni operative alle stazioni appaltanti pubbliche per l’acquisto di prodotti, servizi o lavori con impatti ambientali ridotti lungo l’intero ciclo di vita e più efficienti sotto il profilo energetico. I benefici ambientali saranno tanto maggiori quanto più diffusa sarà l’integrazione dei criteri ambientali minimi nelle gare d’appalto della pubblica amministrazione, che tuttavia dipende dalla volontà delle singole amministrazioni essendo ancora ad oggi il GPP uno strumento a carattere volontario . Si prevede che i primi dati sugli appalti “verdi” e quindi le prime stime sui loro effetti ambientali saranno disponibili a metà 2012.

Un altro strumento di politica economica attraverso cui sono messe a disposizione risorse pubbliche per la concessione di credito agevolato a sostegno di investimenti che contribuiscono alla riduzione delle emissioni clima-alteranti e, di conseguenza, al rispetto degli obblighi imposti dal Protocollo di Kyoto è il Fondo Rotativo, istituito con la Legge Finanziaria Italiana del 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296).

L‘efficientamento del patrimonio edilizio della Pubblica Amministrazione è considerato un obiettivo di portata nazionale su cui puntare per rispondere all’esigenza di accelerare una politica nazionale in campo energetico e, nel contempo, creare le condizioni per un rilancio di settori produttivi che hanno una forte incidenza sull’economia nazionale. Si rimanda al Piano per gli approfondimenti, qui vale ricordare che si dovrà intervenire con il coinvolgimento di Società eroganti Servizi energetici che potranno avvalersi delle misure di sostegno previste in questi casi (ad esempio Fondo Rotativo).

Da ultimo, segnaliamo alcune proposte integrative per il miglioramento dell’efficienza energetica presentate nel PAEE 2011. Esse vanno dagli interventi complessi sulle Aree Urbane, a quelli molto specifici sui centri di elaborazione dati, a quelli di sistema per il settore trasporti, quest’ultimo nella parte movimentazione merci su strada sarà a breve (settembre 2011) interessato da una direttiva europea che prevede carbon tax piuttosto impegnative (4 centesimi a km percorso). Le revisioni nel settore trasporti sono state introdotte tenendo conto anche di alcune modifiche già intervenute al livello normativo.

I nostri esperti raccoglieranno ed elaboreranno per il Ministero dello Sviluppo Economico le osservazioni a questo Piano e seguiranno, come sempre, l’iter di approvazione formale ma, soprattutto, accompagneranno i soggetti coinvolti per la sua implementazione.

PAEE2011 (versione Luglio)
Sintesi del Piano

Fonte: ENEA

Categoria: Green Action

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