Fotovoltaico, cancellata la retroattività dall’articolo 65

| 5 marzo 2012 | 0 Commenti

Il settore del fotovoltaico attende con trepidazione la conversione in legge del decreto sulle liberalizzazioni, varato dal Governo a fine gennaio, che all’articolo 65 introduceva lo stop, a partire dalla sua entrata in vigore (24 gennaio 2012) agli incentivi per gli impianti fotovoltaici collocati sui terreni agricoli: una misura fortemente contestataperché cancellava retroattivamente anche i diritti acquisiti da progetti già avviati e investimenti già effettuati in virtù delle precedenti regole.

Ma il testo della conversione, con modificazioni, del decreto 24 gennaio 2012 n.1, dovrebbe porre rimedio a questo errore con una modifica dell’articolo già peraltro annunciata nei giorni scorsi dal Governo. La nuova versione, contenuta nel maxiemendamento al decreto sulle liberalizzazioni su cui il Governo ha deciso di porre la fiducia e sul quale è atteso a momenti il pronunciamento del Senato, apre inoltre un’autostrada alla realizzazione di impianti sui terreni militari.

Dunque l’emendamento conferma il blocco degli incentivi per i moduli collocati nei campi di cui al decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, ma lo stop “non si applica agli impianti realizzati e da realizzare su terreni nella disponibilità del demanio militare e agli impianti fotovoltaici in aree agricole che “hanno conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore della legge di conversione” del decreto, a condizione in ogni caso che “l’impianto entri in esercizio entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”.

Queste installazioni devono comunque rispettare i limiti fissati dai commi 4 e 5 dell’articolo 10 del dlgs 28/2011 (1 MW di potenza e 10% della superficie agricola interessata). Ma c’è anche il dietrofront del Governo sul comma 6 dello stesso articolo (quello che assicurava l’accesso agli incentivi senza i limiti previsti dai precedenti commi 4 e 5 del dlgs 28/2011 a quegli impianti, già autorizzati o con istanza presentata prima del 1 gennaio 2011, che entrassero in esercizio entro il 29 marzo 2012, dunque ben due mesi dopo dall’entrata in vigore del dl sulle liberalizzazioni, il 24 gennaio, un periodo che il vecchio articolo 65 aveva azzerato). Nella nuova versione il comma in questione è dunque “fatto salvo” a condizione che “l’impianto entri in esercizio entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione” del decreto. Secondo il comma 3 del nuovo articolo 65, inoltre che “l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas assicura, nel rispetto dei principi comunitari, la priorità di connessione alla rete elettrica per un solo impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di potenza non superiore ai 200 kW per ciascuna azienda agricola”. Infine, è scomparsa l’estensione degli incentivi per gli impianti fotovoltaici sugli edifici alle serre fotovoltaiche, una norma che aveva causato timori per il rischio di speculazioni.

Fonte: Zeroemission.tv

Categoria: news

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