Efficientamento energetico della PA: un’opportunità per tutto il Paese

| 25 giugno 2013 | 0 Commenti

efficienza-energeticaScelte più vantaggiose in termini di consumo di energia comportano un migliore abitare collettivo. Per questo, in Italia, è sul patrimonio esistente che bisogna fare efficienza, come sottolinea l’ultimo Rapporto dell’ENEA sull’Efficienza Energetica, che evidenzia, tra l’altro, come nel settore residenziale, i consumi per il riscaldamento costituiscono circa il 70% del totale.

Più in generale, analizzando la situazione degli edifici pubblici nel nostro Paese, le maggiori inefficienze sono da imputare all’involucro edilizio, spesso termicamente dispersivo, per quanto riguarda le scuole; negli edifici ad uso ufficio, invece, sono soprattutto gli impianti di climatizzazione presenti che non sono correttamente utilizzati e gestiti. Negli edifici in ambito sanitario, infine, sono i processi di produzione, distribuzione e utilizzo dell’energia al loro interno che presentano le maggiori criticità dal punto di vista energetico e manutentivo.

Puntare sull’efficienza energetica dev’essere visto come una vera opportunità per tutte le Amministrazioni Pubbliche sia ai fini del risparmio, sia per l’aumento della qualità finale del servizio reso ai cittadini. Possiamo affermare, infatti, che di fronte ad un sistema “edificio-impianto” realizzato in epoca non recente, un intervento di ottimizzazione degli impianti, unito ad una efficiente gestione, consente di risparmiare il 3-4% di energia primaria all’anno, anche senza ricorrere a ingenti investimenti.

In quest’ottica, un’importante opportunità per lo sviluppo dell’efficienza è rappresentato dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) che pone tra le sue priorità proprio l’efficienza energetica, stabilendo come obiettivi al 2020: la riduzione assoluta dei consumi primari, grazie all’efficienza energetica e la diminuzione della dipendenza da combustibili fossili, a beneficio delle rinnovabili; la riduzione della dipendenza da Paesi esteri, per quanto riguarda soprattutto il settore del gas; il raggiungimento e il superamento dei target 20-20-20 definiti dall’Unione Europea.

Raggiungere questi traguardi significa risparmiare circa 8 miliardi di euro all’anno sulle importazioni di combustibili fossili e ridurre le emissioni di CO2 di circa 55 milioni di tonnellate all’anno, come emerso recentemente da una ricerca realizzata dall’Università Tor Vergata di Roma, promossa da Cofely. Tuttavia la volontà degli Enti di realizzare progetti di efficienza energetica stride con le difficoltà nel rispettare gli impegni contrattuali delle scadenze di pagamento, minando in tal modo la reale possibilità per le aziende come Cofely di continuare a sviluppare e offrire soluzioni innovative. Altra criticità riguarda la burocrazia: dobbiamo incidere profondamente per adeguarla agli standard dei paesi europei più all’avanguardia.

Pur tenendo conto della situazione economica che stiamo affrontando, quindi, la soluzione va ricercata in iniziative coordinate e continuative che promuovano e sostengano economicamente un piano di efficientamento a livello nazionale del patrimonio pubblico, al fine di creare sinergie tra Enti e operatori di mercato, quale base per uno sviluppo sostenibile del Paese e per non perdere le opportunità di sviluppo e di recupero della competitività che ne derivano.

Affinché le Pubbliche amministrazioni adottino sistemi di efficienza energetica innovativi, occorre prima di tutto capire dove intervenire attraverso un’accurata diagnosi degli edifici, in modo da progettare e realizzare interventi strutturali di ammodernamento, razionalizzazione e ottimizzazione del sistema energetico, assicurando al tempo la stesso la manutenzione e la messa a norma degli impianti.

Dott. Enrico Colombo
Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cofely Italia, Gruppo GDF SUEZ

Categoria: news

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